Una scopata.
Per dimenticare.
Per alleviare il dolore.
Per sopportare meglio la sua assenza.
Le sue uscite con un altro.
Le sue scopate con lui.
Alla fine non serve a nulla, lo sai. Serve solo a svuotarti palle e cuore in un momentaneo stato di benessere.
Pensi che la vita deve essere così. La vita che raccontano gli scrittori che leggi spesso. Sei sicuro che lì sia il segreto della felicità: scopare, fumare, bere e godersi il silenzio della notte prima di ferragosto in compagnia di una donna. E invece non è così. O meglio, non è solo quello. Lo sai, no?
Lo sai quanto bene ti ha fatto vederla stasera, lontana cinquanta fottuti metri da te, mentre parlava al telefono. Il suo hobby, la sua passione. E lo sai quanto bene ti ha fatto scorgerla mentre spiava i tuoi movimenti, le tue buffonate e i tuoi gesti da allegrone che non sei.
Ora sei solo, al cospetto della luna e di un monitor che pare sempre sorriderti. Ti vengono in mente i soliti pensieri. Non sai quale sia la verità e cerchi di ipotizzare gli scenari più impensabili. Hai le sigarette a portata di mano. Accendine una, dai. No, non ti va. E così scrivi. Bravo.
Lei è lontana col cuore e col fisico. Però che bel culo che ha!
Perchè non possiamo riavvicinarci? Te lo chiedi, lo so. E sai anche darti una risposta da solo. L’orgoglio, la dignità e soprattutto la sua nuova relazione. Che senso avrebbe riavvicinarsi dopo essere sparita dalla sera alla mattina? Che senso avrebbe darle una chance quando è stata lei a giocarsi tutto? Nessun senso. Oppure tutti i sensi di questo mondo. No, amico, non mollare. Ce la puoi fare. Continua a fare quello che ti chiede il cuore: amarla a distanza.
Che non è proprio come adottare a distanza un bambino ma siamo lì. Tu ti occupi di questo pupo di chissà quale buco di culo terrestre. Gli invii i soldi, chiedi informazioni sul suo stato di salute e sul suo stato civile ("Sa, le famiglie si allargano" ti dicono quelli delle associazioni umanitarie delle ONP varie). Intanto lui grazie a te fa la sua vita, vive le sue gioie e i suoi sbagli. I suoi amori vanno avanti senza di te. Mette sù famiglia e tu intanto, dall’altra parte del mondo, ti senti buono. Già, complimenti. Sei stato bravo. Un buon padre. Solo che…cosa cazzo hai vissuto? Hai visto crescere questo bambino? Lo hai consigliato sulle scelte da fare? Non hai fatto un cazzo, compare mio. Hai solo inviato soldi, ricevuto lettere e foto del pupo che intanto cresceva fino a farsi uomo.
E così è adesso. La vedi crescere, forse sbagliare e forse gioire. Ma non è la tua mano che accarezza la sua testa nei momenti peggiori.
Ha un senso tutto questo? E che cazzo ne so!