A blink of an eye
9 August, 2006La spiaggia che ti invita a rilassarti sotto il cielo ricoperto da frammenti di nuvole che lasciano spazio a stelle e luna. Quattro amici che si raccontano disavventure sentimentali. Una sigaretta fumata senza pensarci su e un pedalò che fa da salotto a questi scalmanati.
Che credono ancora alle favole.
Che quando arrivano alla fine del libro si rendono conto di aver vissuto la realtà.
Le fiabe lasciamole ai bambini. La nostra coerenza, la nostra lealtà e la voglia di essere parte fondamentale di qualcosa e di qualcuno: queste sono le vere storie da raccontare.
Però intanto soffri e pensare a quello che è finito ti fa male. Brucia dentro e non puoi far altro che spegnere il dolore con le lacrime. Ammesso che tu riesca a piangere.
Vorresti gridare parole che altrimenti non avresti mai detto. Darle della puttana perchè non sei più tu quello che si intromette fra le sue cosce o indicarla come traditrice di un qualcosa che avevate deciso (o lo avevi deciso solo tu?) di costruire insieme.
No, caro amico. Non è così che deve andare. Ti ha fatto del male e lo so. Un giorno capirà, quando il fondo del bicchiere sarà vuoto anche per lei e non avrà più bottiglie da cui attingere la vita.
Lasciala andare e guarda l’aspetto ironico della faccenda: l’amore è eterno finchè dura, no?
Non sperare che lei torni da te e nemmeno che si renda conto del modo barbaro in cui ti ha messo da parte, dalla sera alla mattina. Spera solo di rimpiazzare il dolore con nuove emozioni. E’ l’unica arma a tua disposizione, amico mio.
Noi intanto siamo seduti sul pedalò, tutti vicini a te. Tutti noi, insieme, a ricordarti quanto sia superiore l’amicizia al cospetto dell’amore.
E scusa se questa sera non ci siamo ubriacati tutti insieme o non abbiamo fatto l’alba sulla spiaggia. Scusaci, davvero. E’ che quel cielo e quelle stelle, quei sorrisi e quei ricordi, quei due occhi verdi e quelle sere nei Sassi meritavano un po’ di lucidità…




