I feel…
19 August, 2006Non mi sento piacente, stanotte.
Veramente è da un bel po’ che non mi sento attraente. Lo sono, forse? Non lo so, ragazzi. Non mi fate
sprecare parole per queste pippe mentali after midnight.
So solo che mi sento una merda e la camicia nuova indossata poche ore fa non ha aiutato il mio ego a sentirsi migliore.
Anzi, mi ha solo fatto sentire e a tratti soffrire il caldo afoso che invade il cielo sopra Matera. E si, perchè la camicia è una elle e si attacca alla pelle. Ho fatto anche la rima. Che poeta!
Il piatto piange e non so a chi chiedere credito. Ho visto una ragazza in una Panda blu e me ne sono infatuato. Domani chiedo il numero del suo cellulare a un tipo che conosco e che la conosce. Cazzo, me lo deve dare per forza: gli ho regalato un paio di Umbro misura 44, un mese fa. Ecco un mio debitore che puo’ mettere in pari i conti.
Bingo!
Eppure continuo a non piacermi e mi chiedo se siano i lineamenti greci del mio naso a farmi schifo, la mia testa mezza rasata o la mascella alla Ridge Forrester.
Mi sento sconfitto, in questa città. Non porto abiti firmati. E allora? Vaffanculo, è un reato?
Sento che non vorrei sentirmi così. Sento che tutti tornano da tutti tranne lei da me. Sento che…non sento più niente.
Sento solo questo fottutissimo allarme che non so da dove cazzo provenga. Sembra il fischio lamentoso di un uccello notturno in pena. La litanìa funebre di un animale in un anfratto campagnolo. La campagna, sì. A me che piace l’urbanità delle notti riflesse su palazzi e marmi di piazze centrali. Smettila, cristo! Non ti sopporto più.
All’improvviso sono contento: penso che mi sento e quindi sono vivo. Vivo, da solo, con il cielo e le stelle a farmi compagnia. Il Messenger è collegato. Aspetto che una mia amica mi dica qualcosa di bello, mi faccia un complimento o semplicemente mi suggerisca una nuova strada. Nulla di tutto questo.
Ho deciso: lascio il cuore connesso su L e il cervello diviene un viandante senza più destinazione.


