Non è guerra..almeno per me
6 August, 2006
Ho parlato di te. Ti ho pensata. Il primo sabato che passo in questa città da un mese a questa parte. Non ti ho cercata fra tutte le teste che occupavano la media altezza della piazza centrale. Non ho voluto farlo. Forse per orgoglio. O forse per paura di vedere accanto alla tua testa, un’altra testa ancora più vicina di quanto non possa esserlo la mia.
Mastico chewingum.
No, non mi rilassa.
Fumo una sigaretta.
Puaaah…mi fa schifo.
Così decido di iniziare a comprendere questa nostalgia. Che poi è la nostalgia di tutti quanti. Non sei tu a mancarmi quanto i miei passati sentimenti. Quelli che rivolgevo a te. Ricordo ogni minima lettera dei tuoi sms. I tuoi squilli che cambiavano l’andamento di metà mattina, meglio di un forte e scuro caffè.
E sai qual è l’aspetto tragicomico di tutto ’sto ambaradan? Che mentre io parlo e penso a te, muovi il tuo corpo fra le braccia di un altro. Derisione del destino, verrebbe da dire. Eppure lo accetto, senza patemi d’animo ma solo, a volte, con piccoli sussulti di risvegli notturni poco graditi.
Alzo la testa dal cuscino, scendo in cucina come un incursore in territorio nemico. Non mi va di accendere nessuna luce, evitando così di disturbare il sonno dei miei. Arrivo in cucina, finalmente. Riesco a scorgere chiaramente il frigorifero. Mi avvicino a lui. Gli do un’occhiata complice ma spenta. Apro lo sportello dell’elettrodomestico. Anguria. Uva. Pesche. Decido per la prima. Un pezzo va giù con avidità. Un secondo pezzo con la stessa semplicità. Al terzo chiedo rinforzi: la bottiglia dell’acqua è lì che mi aspetta con quell’aria da crocerossina. Risalgo le scale che separano i due piani della casa. Entro nella mia camera, adocchiando il letto e calcolando la giusta traiettoria per centrare l’obiettivo materasso. La finestra è aperta. Sento le auto sfrecciare sulla statale. La saracinesca è alzata. Le luci bianche e gialle di cielo e città mi invitano a calarmi in quell’assorto panorama. Guardo la luna nel buio della notte e le luci che man mano svaniscono dalle strade di periferia. E il mondo mi sorride. Dormi, piccola mia. La vera difficoltà sta nel risveglio di un mattino senza sole. Ma qui le luci, anche di sera, non mancano mica…